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Borghi di Montagna

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FAQ - General

AMANDOLA

La città nacque nel 1248 dall'unione dei tre castelli di Agello, Leone e Marrubbione, i quali sorti da tempo si eressero a libero comune. Il nome che per tradizione si vuole derivi da un " mandorlo ", chiamato in dialetto fermano la mannola, ad indicare sia il frutto che l'albero, il quale veniva ammirato nella zona, sembra anche significare emblematicamente la posizione panoramica sul rilievo collinare che occupa, con lo scenario dei Monti Sibillini alle sue spalle, ad ovest. Viene ricordata per la fiorente industria della tessitura tra medioevo e rinascimento. La cittadina presenta un centro storico che attesta la ricchezza del suo passato e soprattutto la fioritura del proprio artigianato. Anche oggi la lavorazione del legno, il restauro e l'antiquariato del mobile sono presenti e di notevole interesse. Si è caratterizzata da molti anni come centro turistico montano ricco di un'efficente ricettività e con impianti sportivi e ricreativi che rendono piacevole il soggiorno. Una delle costruzioni significative è la chiesa di Sant'Agostino, con un portale in stile gotico e un campanile realizzato da P.Lombardo. Un'altra chiesa romano-gotica, anche se rimaneggiata, è San Francesco con numerosi affreschi. Nella Piazza alta si trova il Palazzo del Podestà con la torre parzialmente ricostruita, il Teatro Comunale " la Fenice " e il Palazzo del Popolo, trasformato in un convento di benedettine. Altri monumenti d'interesse sono l'Abbazia dei Santi Ruffino e Vitale e l'Abbazia dei Santi Vincenzo e Anastasio.

BELMONTE PICENO

A Belmonte Piceno possiamo ammirare, in Piazza Garibaldi, il Palazzo Comunale e la Chiesa di San Salvatore con una statua in legno della Pietà del 1400, una croce stazionale del 1600 e vari arredi sacri e reliquari e al centro della parete parrocchiale, il " Tabernacolo della Croce " che racchiude la reliquia del legno che la tradizione popolare indica come quello che ha accolto il Cristo crocefisso sul Golgota. Dell'antico castello feudale rimangono alcuni spezzoni di mura e i due ingressi fortemente rimaneggiati. Nella Piazzetta sorge il Palazzo gentilizio Ferrini-Mandolesi. Fuori dal centro abitato troviamo un parco naturalistico che si trova su un cucuzzolo, Torricefla, piccola costruzione a torre circondata da pini e querce. Sempre fuori dall'incasato troviamo la piccola chiesa di San Simone e Giuda già Santa Maria in Muris, gioiello di architettura paleoromanica. Difatti nel territorio di questo comune, vennero trovati i resti della più importante necropoli preromana, precisa testimonianza che genti picene furono insediate in questo spazio. 

MONTE GIBERTO

Il territorio di Monte Giberto era già abitato dagli antichi Piceni. Fu possesso dell'Abbazia di Farfa. Nel sec. XIII passò a Fermo, subendone le relative vicende. Intorno al 1350 faceva già parte dei castelli fermani, che erano divisi in tre zone: Monte Giberto figurava tra quelli " verso il Monte ". Le trecentesche mura castellane sono testimonianza della strenua difesa che il paese doveva organizzare contro gli assalti dei signorotti dell'epoca. Nel Sec. XVII il paese definì il suo assetto urbanistico, che portò alla costruzione del Palazzo Comunale e delle chiese che, insieme, si affacciano sulla piazza, considerata una delle più armoniose dei piccoli centri piceni.

MONTE RINALDO

Giunti a Monterinaldo, passato l'arco di Porta Nova, giungiamo in Piazza Umberto I su cui si affaccia il settecentesco Palazzo Giustiniani e la Torre Civica. A ridosso delle mura, nel XIV sec., venne edificata la Pievania dei SS. Lorenzo e Flaviano. Uscendo da Porta Romana, osservamo la Chiesa del SS.Sacramento, con interno tardo-barocco. Fuori dall'abitato, su di una collina, troviamo la Chiesa di SMaria di Montorso, costruita con materiale di rimpiego, conserva affreschi quattrocenteschi. In localita la Cuma, vicino al paese, è venuto alla luce uno splendido tempio romano-ellenistico, che i romani costruirono in corrispondenza di una sorgente d'acqua. Gli scavi hanno portato alla luce un portico che in origine era lungo 66 metri e un ambiente di nove metri per sei, creato piùtardi, come si desume dal tipo di capitello delle tre colonne ioniche che si ergono sulla fronte tra due parastre. 

MONTE VIDON CORRADO

Monte vidon Corrado ha visto nascere uno dei maestri ndell'astrattismo europeo, Osvaldo Licini ( 1894-1958 ). Con Falerone, Montappone e Massa Fermana, ha dato origine alla lavorazione della paglia, che è stata con l'agricoltura, la principale risorsa della zona. Entrando nel centro storico ci imbattiamo nel primo bastione  restaurato di questo comune fortificato e un'ampia balconata si apre sui paesi circostanti. Verso le mura a nord, c'è la Chiesa di San Vito che custodisce alcune tele attribuite a A.Ricci e F.Foschi, mentre a sud troviamo il Palazzo Comunale e case signorili con decorazioni in cotto del XV sec. Ultimo edificio da ammirare è il Centro Studi Osvaldo Licini, pittore, poeta, raffinato narratore è uno dei più importanti artisti del '900 italiano. Raggiungendo il punto più alto del paese, chiamato il Pincio, tra castagni e pini, sorge la Chiesa gotico-romanica  di S.Francesco eretta nel 1200 dai benedettini di Farfa. All'interno possiamo trovare diverse opere del maestro Gallo.

MONTEFALCONE APPENNINO

Il paese di Montefalcone Appennino è un insieme di edifici in cotto ed in pietra, che si affacciano su vie tortuose, anguste e silenti regalando scorci sempre vari ed ampie visioni sui Monti Sibillini, sulla Valle dell'Aso e sulle colline plioceniche del Piceno. Si estende su un crinale roccioso su alte rupi calcaree, in una delle posizioni più ardite delle Marche. Fu possesso feudale dell'Abbazia di Farfa e quindi dei Farfanesi di Santa Vittoria in Matenano. Libero comune dal 1214, ha sempre difeso in fieramente la propria autonomia. Si possono vedere la Chiesa di San Pietro, con richiami gotici sulla facciata e romanici nell'architettura del campanile, San Michele del XIX sec. e la cappella dei Principi Orsini, dedicata a S.Antonio da Padova. Da visitare sono anche il ricco e suggestivo Centro di educazione ambientale, a Palazzo Felici, la quattrocentesca chiesetta e, a Luogo si Sasso, il Convento francescano, dove la tradizione vuole abbia sostato lo stesso San Francesco.

MONTEFORTINO

Il paese è sito in posizione degradante da un colle sulla destra del Tenna. E' abbracciato dell'anfiteatro dei Monti Sibillini cui se ne scorgono in ampi panorami i più alti picchi, tutti superanti i 2000 metri d'altitudine, dal Monte Vettore al Monte Sibilla, al Pizzo Regina fino al Monte Amandola. I riferimenti storici fanno risalire i primi insediamenti al periodo dell'impero di Augusto ( 29 a.C. - 19 d.C ), quando il territorio di Montefortino viene centuriato ed assegnato ai soldati romani come resistenza di fine carriera. La costruzione del borgo fortificato sulla dorsale di un colle sulla riva destra del Tenna risale, invece, al XII sec. Il paese è costituito di antiche, belle, case in pietra e cotto che gli dona un carattere medievale assai suggestivo. Dela borgo fortificato sono rimaste la Porta di Santa Lucia, la Porta San Biagio e la Porta di Valle. Queste porte immettono in una serie di vicoli che portano in Piazza Re Umberto I. Si possono visitare la Chiesa di Sant'angelo in Montespino, il Convento e Chiesa di San Francesco,il maestoso palazzo cinquecentesco sede dal 1842 della Pinacoteca civica Fortunato Duranti " Palazzo Leopardi ", il tempietto dell'Orologio e il Santuario della Madonna dell'Ambro voluto in seguito al miracolo dell'apparizione della Madonna ad una pastorella muta dalla nascita, che riacquistò la parola.

MONTELEONE DI FERMO

Posto su uno sperone tra l'alta valle dell'Ete e il Lubrico, suo affluente, è situato Monteleone di Fermo. Arrivando sulla Piazza principale possiamo vedere la Chiesa Parrocchiale di San Marone, realizzata nel XVI sec. nel contesto di un monastero agostiniano, non più esistente. Di particolare interesse è la Torre del XIII sec., già elemento centrale dell'antico castello, cui è unita la Chiesa parrocchiale di S.Giovanni Battista che conserva una croce astile sbalzata in argento di Bartolomeo da Montelparo e due tavolette,     " La Madonna " e " S.Giovanni ", di scuola crivellesca. Poco fuori dal paese c'è la Chiesa rurale del Crocifisso, detta anche Madonna della Misericordia decorata all'interno con molteplici affreschi; tra questi particolare menzione merita quello occupoante l'intera lunghezza della parete di sinistra il " Giudizio Universale " opera firmata dal pittore Orpheo Presutti.

MONTELPARO

Il fascino di un'antica e austera grandezza, questa è Montelparo. Un'antichissima presenza umana è documentata dal materiale archeologico rinvenuto.L'attuale abitato risale ai primi anni del medioevo quando il longobardo Elprando edificò un munito castello. Il centro storico mostra lo sviluppo del paese sulle tre cerchie murarie con quattro porte ciascuna. Sono molteplici i luoghi di interesse: la Chiesa di San Michele Arcangelo, la Chiesa di Santa Maria Novella, la Chiesa di San Pietro, la Porta del Sole, Palazzo Petrocchini, la Torre Civica, la Chiesa di Sant'Antonio da Padova, il Monte frumentario, la Chiesa di Santa Maria in Camurano, lòa Chiesa di San Gregorio Magno, il Convento e la Chiesa di Sat'Agostino e il Palazzo Comunale.

SANTA VITTORIA IN MATENANO

Non i può parlare di Santa Vittoria in Matenano senza legare il paese alla grandezza degli Abati di Farfa. Entrando dalla Porta San Salvatore, su cui si staglia l'imponente Torre dell'Abate Oderisio, troviamo il quattrocentesco Palazzo Melis, Palazzo Monti e l'antica Chiesa di Sant'Agostino, dove vi si conserva un organo del 1603, con il quattrocentesco chiostro completamente rifatto e il convento che oggi ospita il municipio, ricco di pergamene e un affresco del Pagani. Andando verso l'alto arriviamo al Convento delle Benedettine, all'interno una Pietà del XV sec, e la Collegiata di Santa Vittoria, la cui cripta conserva i resti della Santa e la cui cella campalliria è formata da ben sette campane. Nella Chiesa superiore si conserva:  un " San Francesco " tela del XVI sec., la " Vergine del Rosario " di A.Ricci  ed un " San Giovanni Battista " di Ghezzi. A destra della Chiesa si trova il celebre Oratorio Farfense completamente affrescato dalla splendida mano di Fra' Marino Angeli e dei suoi collaboratori. Da visitare, in campagna, la Fonte del Latte e poco distante la chiesetta di Santa Maria degli Angeli con l'affresco raffigurante la " Madonna del Latte ". Da non dimenticare infine il Teatro del Leone.

 

 

 

 

 

 

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