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Le Perle dell'Entroterra

le Perle dell'entroterra

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ALTIDONA

Altidona è posta su di una collina e domina dall'alto la porta d'ingresso alla Valle dell'Aso. La sottostante spiaggia adriatica che ricade nel suo territorio per circa 3 km, accoglie il turismo estivo, con diverse strutture ricettive all'aria aperta. Le remote origini vengono testimoniate da vestigia romane nella località di Villa Montana, risalenti all'epoca delle guerre puniche. Nei primi anni del novecento, in territorio comunale, è venuta alla luce una statua di Esculapio, di fattura greca, fatta risalire al III secolo a.c..I luoghi di maggiore interesse sono:la Cinta muraria, ristrutturata da pochi anni, il Belvedere, torre di avvistamento medievale; Chiesa di Santa Maria e San Ciriaco; Villa Montana e Cisterna romana; tavola del Pagani raffigurante Madonna col Bambino, due santi e donatore.

CAMPOFILONE

Il paese si è sviluppato da un borgo, formatosi nell'alto medioevo, attorno all'abazia benedettina di San Bartolomeo. Nel XII sec. il monastero è stato sottoposto al vescovato di Fermo e vi rimase fino al 1342. La Via degli Orti, con volta a botte, il Viale dei Pini e il Torrione di Porta Marina, Porta da Sole e Porta da Bora sono segni evidenti del passato. La chiesa abbaziale, ricostruita nella seconda metà del XIX sec., è a croce greca. Del Fontana sono anche gli affreschi della chiesa di San Patrizio. Vantano una tradizione antichissima  i " Maccheroncini di Campofilone ", anticamente considerati un piatto nobile. Nel corso del tempo è divenuta famosa la sagra che li festeggia portando nella località migliaia di turisti ogni anno nel mese di Agosto.

FALERONE

I numerosi ritrovamenti archeologici e le fonti antiche indicano come, già nel sec. VI a.C., la popolazione di Falerone fosse nella storia. " Falerio Picenus ", ( l'attuale piane di Falerone ), nacque nel 29 a.C. In epoca romana divenne un centro importante, dotato di teatro e anfiteatro, di numerose ville patrizie, di terme, di monumenti sepolcrali. Al periodo di splendore seguì la decadenza nella tarda romanità. Gli abitanti furono costretti a rifugiarsi sul colle sovrastante il Tenna. Dal sec. XI al Rinascimento, la storia del nuovo centro urbano si identifica con quella dei vari signori che lo governavano e godette di possedimenti molto estesi,da Montefortino a Caldarola, da Force a Massa Fermana. Nei secoli XVI e XVII la cittadina conobbe una buona fioritura culturale, che si imperniò sulla solida tradizione agricola; nei secoli successivi registrò la nascita e lo sviluppo della lavorazione di grano per produrre cappelli. Insomma una cittadina intrinseca di arte e cultura antica...

FRANCAVILLA D'ETE

Centro storico di origine medievale, ne permangono ancora oggi evidenti tracce nell'impianto urbano e nei resti della cinta muraria. In Piazza Marconi troviamo la Chiesa di S.Rocco con un pregiato affresco del Pagani; bellissimo il panorama che si gode affacciandosi alla balconata della Piazza. Attraverso la Porta sud alla sommità del rincasato, ci troviamo nella Piazza più grande del paese, Piazza Emanuele II, sovrastata da un'orologio e da una campana racchiusa da una struttura di ferro. A nord, confinante con il Palazzo Comunale, si apre la Porta da Bora che si immette sul Parco della Rimembranza, dove vicino possiamo ammirare la Chiesa di S.Pietro. Fuori dal paese possiamo ammirare infine possiamo ammirare la Chiesa rurale diroccata di Santa Eurosia e più avanti Villa Celi, immersa nel verde.

GROTTAZZOLINA

Centro piceno, divenne nell'VIII secolo feudo farfanese, passato ai canonici della città di Fermo, assunse il nome di Cripta Canonicorum, che mutò nell'attuale quando papa Innocenzo III la dette in feudo al Conte Azzolino. Prima di entrare nella città possiamo osservare un elegante villa fatta costruire nella seconda metà dell'ottocento da Ludovico e Francesca Graziani, cantanti operistici nativi di Grottazzolina. Un viale alberato vi porterà in Piazza Marconi, dove a sinistra c'è Corso Vittorio Emanuele II. Invece in Piazza Umberto I, al centro del paese sorge Palazzo Azzolino. Si possono ammirare lo Scorcio delle Mura e a dstra perveniamo la Chiesa parrocchiale  dell S.S. Sacramento la cui costruzione ebbe inizio nel 1768, dove prima sorgeva la chiesa extraurbana di S.Petronilla. All'interno possiamo ammirare un affresco del Fontana e un gruppoligneo policromo, " Vergine col Bambino ". Sulla destra della chiesa vediamo, in costruzione liberty, il Teatro Comunale Ermete Novelli. Infine fuori dal paese, sorge la Chiesa di Santa Maria, pregiata per alcuni affreschi e dipinti del 1600. 

LAPEDONA

Arrivati a Lapedona, troviamo Porta Marina, di aspetto tipicamente trecentesco, con aspetto gotico, unico ingresso carrabile del centro storico. Entrando nel centro storico, in Piazza Leopardi, vediamo il Palazzo Comunale realizzato alla fine del XVI sec. e caratterizzato da un particolare portico sotto al quale troviamo un Cippo funerario risalente all'epoca romana imperiale ( reperto più antico della città ). Sul lato destro della Piazza vi è la Chiesa di S.Nicolò che conserva una tela si Simone De Magistris. Proseguendo possiamo arrivare fino alla Porta da Sole. Passeggiando per le vie del centro si può visitare: la Chiesa Parrocchiale  di SS. Giacomo e Quirico, la Chiesa di S.Lorenzo che racchiude all'interno due pregevoli altari barocchi in legno dorato, un organo del Callido e un Crocefsso in legno del XVI sec., la Chiesa di Santa Maria degli Angeli o ad Nivem. Fuori dalla cinta urbana si possono visitare tre esempi di architettura romana: la Chiesa di San Pietro, la Chiesa rurale della Madonna Manù e la Chiesa dei Santi Quirici e Giulietta.

MAGLIANO DI TENNA

Magliano di Tenna, paese che mantiene l'aspetto del " castello medievale " , è situato su un'altura isolata che domina tutta la bassa Valle del Tenna. All'esterno del paese possiamo ammirare la cinta muraria tutt'ora ben conservata. Entrando nel paese troviamo Porta da Bora, che in passato era l'unico ingresso al castello. Nella Piazza principale troviamo il Palazzo Comunale e la Chiesa Parrocchiale di S.Gregorio Magno, ricostruita alla fine del XVI sec., cui rimane una cappella del precedente edificio, con un affresco della " Madonna che tiene in braccio il Bambin Gesù tra S.Vittoria e S.Lucia ", un tempo attribuito al Pagani. Fuori le mura vi è la Madonna delle Grazie, con affreschi cinquecenteschi e la Chiesa di S.Filippo, dove all'interno vi è un monumento funebre dell'architetto fermano Giovan Battista Carducci.

MASSA FERMANA

Posto in posizione baricentrica rispetto alla linea del mare-montagna, dista circa 30 km dall'adriatico e dai Monti Sibillini. Pur essendo uno dei più piccoli comuni della Provincia, Massa Fermana, è ricca di storia e di arte, è titolare di una importante pinacoteca, di un museo degli antichi mestieri e di monumenti storici di straordinaria bellezza. Nella Chiesa parrocchiale di SS. Lorenzo, Silvestro e Ruffino sono conservate opere di grande valore artistico: il polittico di Carlo Crivelli, una tavola di Vittore Crivelli e una tela di Sebastiano Ghezzi. La pinacoteca comunale conserva opere di grande importanza artistica e storica: la tavola  di Vincenzo, la tavola di Durante Nobili, la tela di G.A. de Magistris, un affresco del 1200 di autore ignoto. Il convento francescano, voluto da San Francesco e citato nei " Fioretti ", ha ospitato personaggi quali San Giuseppe da Copertino, San Berdinardo da Siena, San Giacomo della Marca. Le prime notizie storiche certe su Massa Fermana risalgono al 1050, anno in cui il castello era sottoposto alla giurisdizione ecclesiastica dei vescovi di Fermo. Da documenti storici risulta che già nel '700 le famiglie più povere realizzavano cappelli in paglia di grano intrecciata, che nel corso del tempo assume oggi un carattere industriale di proporzioni tali da qualificare il territorio come Distretto produttivo del cappello.

MONSAMPIETRO MORICO

Addentrandoci nell'entroterra incontriamo Monsampietro Morico che si eleva sul versante destro dell'Ete Vivo. La Piazza, circondata da mura, torre e merli ghibellini, è intitolata a Malugero Melo fopndatore del Castello. Possiamo scorgere all'interno delle mura, in linea barocca, la Parrocchia di S.Pietro con accesso da Piazza Cesare Battisti, tutta pavimentata in pietra. In Piazza Roma, all'ingresso del Paese, si eleva la Chiesa di S.Michele Arcangelo, che conserva un polittico di Vittorio Crivelli del 1496 " Madonna col Bambino, S.Antonio da Padova, S.Rocco e S.Lucia ", un gruppo marmoreo che rappresenta una Madonna col Bambino e un tabernacolo esagonale con formelle di scuola crivellesca.

MONTAPPONE

Montappone fu castello feudale nell'anno mille e feudo della famiglia Nobili - Brunforte. Arrivando al Centro storico attraverso un lungo viale alberato contraddistinto dai simboli della Via Crucis, troviamo Via del Palazzo, con la unica via di accesso al paese ed in cima alla prima rampa la Chiesina - Oratorio del SS. Sacramento con affresco della " Madonna col Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Giorgio " un tempo attribuito al Pagani. Più in alto si eleva la Chiesa  di S.Maria in Castello. In Piazza, di fronte al Municipio, sorge la Chiesa Parrocchiale di S.Maria e S.Giorgio con al suo interno una Santa Croce - reliquario in argento, pietre preziose e ceselli di arte marchigiana del XV sec. ed una tela attribuita alla scuola del Pomarancio " Madonna col Bambino e Santi ". E' stato istituito, presso la scuola media, il Museo del Cappello, che documenta i sistemi e le attrezzature usate nel tempo per la produzione dei cappelli di paglia a testimonianza del fatto che ci troviamo nel cuore dell'industria dei cappelli

MONTE SAN PIETRANGELI

Il centro storico di Monte San Pietrangeli è in forma allungata ed è ciorcondato da mura medievali, testimonianza evidente di un burrascoso passato con i paesi limitrofi. E' caratterizzato da una via principale a senso unico, Via Roma, che si apre nella piazza centrale, Piazza Umberto I. Nel centro storico sono presenti i seguenti monumenti storici: Chiesa intitolata ai Santi Lorenzo e Biagio, ex chiesa della collegiata, il campanile della chiesa di S.Pietro ( oggi S.Francesco ), Palazzo Priori adornato da un bel portale in stile gotico, ruderi della Rocca nei pressi del parco della Rimembranza, il Palazzo Comunale abbellito dal pittore Luigi Fontana e la Chiesa della Madonna dell'Ospedale ( fuori le mura )ove si può ammirare un artistico quadro della Madonna Addolorata

MONTEURANO

Da una via a fianco della Chiesa Parrocchiale arriviamo al centro del paese di Monte Urano. La Piazza è situata a nord della Chiesa di S.Michele Arcangelo, in stile neoclassico, conserva una croce astile e un quadro di L.Fontana. Sul lato est il Palazzo Comunale dove sono custoditi alcuni quadri dell'artista marchigiano L.Spagnolini; di fronte si erge il Castello a cui si accede alla porta gotica, Porta Nova, sovrastata da un orologio con meccanismo manuale. All'interno il castello è circoscritto da vie che si intrecciano tra loro avendo come unico sbocco a sud nella porta del Baluardo, Porta da Sole, protetta da un bastione tra le chiese di particolare interesse storico, San Rocco dal meraviglioso crocifisso ligneo del '300 e la romanica Santa Maria Apparente con abside ciorcolare e portale gotico.  

MONTE VIDON COMBATTE

Prima di entrare all'interno della città di Monte Vidon Combatte, l'attenzione viene attirata da una loggia a cinquie archi, incorporata nel Palazzo privato Pelagallo di origine trecentesca, proprieta una volta dei signori feudali. All'interno del centro storico è interessante la Chiesa Parrocchiale di San Biagio dotata di un possente campanile recentemente restaurato. Al suo interno si conservano un organo di stampo callidiano e un dipinto ad olio su tela di scuola romana del '600. Il paese è circondato in buona parte dalle mura del sec. XIV - XV. Fuori dal centro abitato troviamo la Chiesa rurale intitolata a S.Procolo Vescovo. Lateralmente troviamo una chiesa romana molto interessante perchè possiamo trovare elementi in laterizio, travertino, mattone in cotto e perfino arenaria decorati con stili longobardi. All'interno possiamo trovare resti di un'antica macina incastonati nella pietra, un'altare in pietra, copertura a capriate e una serie di affreschi votivi. Le opere quattrocentesche presenti nella Chiesa sono state attribuite a diverse scuole: la tesi più accreditata indicherebbe come gli autori siano della cosiddetta scuola " Farfense ". 

MONTEGIORGIO

Montegiorgio ha avuto un ruolo centrale nella media Vai Tenna, già all'epoca dei primi insediamenti piceni sino ai giorni nostri. E' una cittadina dalle solide tradizioni culturali e artistiche documentate dall'impianto urbano e dagli importanti edifici. Il Palazzo Municipale ha un monumentale scalone d'ingresso decorato da Pio Panfili ed i soffitti affrescati. Poco sotto il Pincio, troviamo Porta S.Andrea con la chiesa neoclassica di S.Andrea, arricchita dalla pala d'altare rappresentante la " Madonna dell'Umiltà " di Francescuccio di Cecco Ghissi. Scendendo verso Piazza Matteotti incontriamo il Teatro neoclassico dedicato al concittadino Domenico Alaleona, che importò la musica dodecafonica. Percorrendo Corso Italia troviamo la Chiesa benedettina di S.Michele e la Chiesa dei SS.Giovanni Battista e Benedetto. Percorrendo Viale Ugolino, troviamo la Chiesetta di S.Maria de Lumi e l'ex Convento dei Francescani. Allontanandoci dal paese, sopra un poggio, c'è la Chiesa rurale di S.Liberato. Da mensionare è la frazione di Altea, con il Palazzo Miracorda del XVII sec., Cerreto con due piccole chiese ed un interessante arco e Piane di Montegiorgio, frazione più popolosa, dove troviamo la struttura dell'Ippodromo S.Paolo.

MONTEGRANARO

La moderna Montegranaro è l'erede dell'antica città romana di Beregra o Veregra, colonia dell'antica Roma che comprendeva il circostante ager veregranus, confinante con le colonie romane di Firmum, Pausula e Cluana. L'attuale nome della cittadina viene fatto pure risalire all'antico mons Granarius, ovvero uno dei depositi di grano che i Romani erano soliti impiantare nei territori soggetti a Roma per l'approvvigionamento delle legioni. A Montegranaro sono da ricordare e da visitare in particolar modo la Chiesa di San Serafino con pregevoli altari lignei, decorati con pale di San Lorenzo ed i santi protettori dei calzolai: i Santi Crispino e Crispiniano, la Chiesa di San Francesco che dopo sfortunate vicende venne restaurata nel 1603, noto oggi come Palazzo Francescani e la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo di fondazione Farfense. L'inizio della fortuna della terra montegranarese è senzaltro la produzione di pantofole che sfocio negli anni avvenire fino ai giorni nostri con la produzione di scarpe prevalentemente in pelle.

MONTERUBBIANO

A Monterubbiano troviamo subito in Piazza Lecchini il giardino pubblico Giacomo Leopardi. Andando per via Roma possiamo trovare la Chiesa romanica di S.Maria dell'Olmo, detta " Santa Lucia ", dove all'interno possiamo trovare una seicentesca statua lignea di S.Lucia di scuola veneta. Se si prosegue per via Pagani si nota la Chiesa duecentesca di S.Francesco con la sua possente torre campanaria. Sulla sinistra possiamo vedere la facciata del Teatro Pagani in stile neoclassico. Giungendo nella Piazza Calzecchi Onesti troviamo la Chiesa rinascimentale di S.Maria dei Lotterati, dove è collocata la pala d'altare " Assunzione della Vergine " e tavolette pittoriche realizzate da Vincenzo Pagani. Proseguendo per Corso Italia troviamo l'Ottocentesca  Chiesa di S.Agostino, dove al suo interno sono conservate due opere di Vincenzo Pagani. Poco dopo si incontra l'Oratorio di S.Michele Arcangelo con un portale romanico-gotico e una volta arrivati a Largo Centanni possiamo ammirare il Palazzo Secreti. Per Via Garibaldi, che sul finire del XIII sec. fu un ghetto ebraico,ci sono dei cammenamenti sotterranei e resti di una sinagoga. In Piazza Iracinti si erge la chiesa più antica di Monterubbiani ( XI sec. ) la Pievania di S.Stefano e Vincenzo che si presenta all'interno con una struttura a tre navate con otto colonne cilindriche  e capitelli di stile romaniche. All'esterno proseguendo si intravedono i resti delle mura castellane. 

MONTOTTONE

Fu originariamente un " vucus " o " pagus " delle colonie di Falerio Picenus e Fermo. Il castello fu costruito tra il X e XI sec. da Attone duca di Atri, da cui la denominazione di Mons Actonis. Fu, nel medioevo, uno dei più importanti centri dell'entroterra fermano. Dal 1536 al 1545 fu anche capoluogo dello stato ecclesiastico in Agro Piceno. Il centro storico, racchiuso tra le antiche mura, con le sue vie e piazze, racconta l'illustre storia vissuta. E' ancora viva l'antica produzione di terracotte e ceramiche. A chi giunge a Montottone si presenta subito la chiesina dedicata alla Madonna delle Grazie dove all'interno è custodito un affresco del XV sec. rappresentante la " Vergine in trono con bambino e Angeli Musicanti ". Proseguendo verso il centro storico possiamo vedere l'ex Convento di San Francesco. Di notevole importanza artistico-culturale è la Chiesa di San Francesco di stile barocco, con strucchi e affreschi in oro zecchino; al suo interno si possono notare un affresco che rappresenta San Francesco di Pietro da Rimini, il quadro di Maratta rappresentante Cristo in croce ed il settecentesco coro, opera del Mircoli da Monterubbiano. Proseguendo all'interno del centro storico si incontra la Chiesa di S.Maria che conserva due tele molto importanti e antistante alla chiesa si trova una cisterna, esempio di ingegneria medievale. Infine una delle più belle costruzioni del fermano per la stupenda facciata neo-classica è Piazza Amici e la Chiesa di San Pietro Apostolo in stile barocco.

MORESCO

Arrivati a Moresco, oltrepassando un arco medievale, accediamo in Piazza Castello e quindi al Municipio dove è conservata una preziosa pala d'altare di Vincenzo Pagani. Qui si può ammirare quello che resta dell'antica Chiesa di S.Maria in Castro in stile romanico, che conserva l'unica navata rimasta delle tre originarie, un'affresco del Pagani. Giunti alla torre dell'orologio ammiriamo l'unica porta d'accesso al paese, ancora perfettamente conservata, che risale al XIV sec. In Piazza Castello si trova lo stemma del paese realizzato con sanpietrini di diverso colore bianchi e grigi che raffigurano le tre torri. Proseguendo si può raggiungere la Chiesa di S.Maria dell'Olmo, situata a circa un chilometro dal paese, che conserva un affresco del Pagani con la Madonna e la Maddalena ai piedi della Croce. Dirigendosi invece verso Altidona, si incontra la Chiesa della Madonna della Salute con la caratteristica cupola diamantata sull'esempio del palazzo ducale di Ferrara.

ORTEZZANO

La prima cosa che ci colpisce, giunti ad Ortezzano, è la torre, pianta pentagonale con merli ghibellini, simbolo della cittadina. Di particolare interesse, sullo stesso piazzale, è la Chiesa de Carmine dove, al suo interno, si può apprezzare una " Madonna del Carmine " di scuola marattesca. Al centro del paese si erge la Chiesa di S.Maria del Soccorso di origine farfense che conserva una tavola di Vincenzo Pagani, un affresco di Giacinto da Morrovalle e un organo di Giuseppe Attili di artezzano. Da visitare inoltre la Chiesa di San Girolamo, Patrono del Paese. Da menzionare, in Piazza Umberto I, il Centro studi sul folclore piceno, istituito nel 2003 con l'obbiettivo di preservare il patrimonio culturale rappresentato dalle tradizioni popolari del mondo rurale ed urbano dell'area picena.

PETRITOLI

Per accedere al nucleo antico di Petritoli, bisogna oltrepassare la porta con tre archi a sesto acuto di Francesco Rainaldi, costruita nel XIX sec. sui resti della porta Petrania. Nel centro della vita cittadina, in Piazza Mazzini, si affaccia l'ex Convento delle Clarisse, ora Palazzo comunale, che ha una facciata decorata in laterizio del 1621. Al suo interno si trova l'archivio storico comunale, uno dei più ricchi delle Marche, grazie alla documentazione cartacea ottocentesca presente. E' possibile visitare la Chiesa di S.Andrea con molteplici dipinti ottocenteschi. Sempre in Piazza Mazzini troviamo la Chiesa di S.Maria, fatta costruire dal Pontefice Paolo III e donata a Petritoli per i servizi resi al Papato. Al termine del corso principale scorgiamo Palazzo Vitali Rosati, in stile gotico-veneziano, ed ancora più avanti la Pievania di S.Anatolia con un'acquasantiera costituita da un cippo funerario romano ed una Croce astile parzialmente dorata. Proseguendo troviamo il Teatro dell'Iride costruito nel 1873 su disegno dell'architetto Giuseppe Sabatini. Nel vecchio borgo medievale sono conservate le mura di cinta, antiche abitazioni e porte urbiche di particolare pregio. Non molto lontana dal centro storico c'è la Chiesa dei Frati Minori Osservanti, con soffitto a cassettono ottagonali con incastonati bellissimi rosoni dorati e uno splendido organo opera dell'insigne Callide. Su di un colle vicino possiamo visitare il Santuario della Liberata, una chiesa rurale ricostruita nel 1957, dove all'interno è presente una pietra miliare romana e una " Madonna col Bambino " del 1529.

PONZANO DI FERMO

Visitando il centro storico di Ponzano di Fermo, dopo circa 500 metri, troviamo il Palazzo Comunale e la Chiesa Parrocchiale di S.Maria costruita in stile neoclassico ad un'unica navata dove all'interno sono custoditi cinque altari in legno oltre ad alcuni capolavori eseguiti tra la fine delXVI e l'inizio del XVII sec. attribuiti al Pomarancio e a Palma il Giovane. Fuori dalla chiesa troviamo una rampa che unisce la struttura struttura del vecchio " castrum " agli spazi sottostanti. Levando lo sguardo verso l'alto scorgiamo ciò che rimane del castello, il torrione che funge da porta d'ingresso, che permette l'accesso all'interno del vecchio incasato ovvero l'antica " via oscura ". A meno di un chilometro possiamo ammirare la Chiesa di S.Marco, di origine romana che conserva un suo fascino data la posizione e l'importanza storico-artistica. Nella chiesa sono presenti diversi reperti storici e le più antiche pitture conservate nelle chiese romaniche del territorio fermano. A tre chilometri dal paese si erge la Chiesa di San Simone e Giuda, a navata unica, dove all'interno troviamo collocate due colonne in marmo risalenti ad epoca romana ed un'acquasantiera del XIIIsec.   

RAPAGNANO

Tratti di cinta muraria e torrione ( sec. XIV ) testimoniano l'origine medievale di Rapagnano. Il Palazzo Comunale e la Chiesa di San Giovanni Battista, che ospita il museo parrocchiale, sono progetti attribuiti a Virginio Bracci. Reperti rinvenuti nel 1880 quali vasi in terracotta e in bronzo, spade, lance, anfore e scudi sono la testimonianza di insediamenti preromani e romani. Entrando nella Piazza principale attraverso la Porta della Pesa ammiriamo il Palazzo Comunale e la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista che ha al suo interno tre " Madonne col Bambino " dipinte su tela da Claudio Ridolfi. La Chiesa custodisce anche la reliquia del braccio destro che si vuole attribuire a Giovanni Battista. Papagnano vanta addirittura i natali di un Pontefice: Giovanni XVII, il cui busto è conservato nella chiesa parrocchiale. Altre chiese da visitare sono quelle di San Quiburzio e di Santa Colomba.  

SANT'ELPIDIO A MARE

Arrivati al centro medievale di Sant'elpidio a Mare, poco prima della cinta muraria che circonda il centro storico, si erge l'imponente facciata duecentesca della Chiesa della Madonna dei Luminella dove, nella sagrestia, si conservava la reliquia della Sacra Spina della Corona di Gesù. Andando verso il centro, incontriamo la la sede della Nobile Contrada San Giovanni che ospita la Mostra permanente dei Fossili. Lungo Corso Baccio si ergono diversi edificicome il neoclassico Teatro Cicconi e la Chiesa di San Filippo Neri del XVII sec. Accanto vi è l'Oratorio dei Filippini sede della Pinacoteca Civica " Vittore Crivelli " che ospita due sezione: quella antica dove si possono ammirare due opere di Vittorio Crivelli e una serie di ritratti del 1600, e quella moderna che racchiude una notevole raccolta di grafica contemporanea. Andando verso i corso incontriamo la Chiesa di Sant'Agostino Nuovo in onore di S.Antonio. Alla fine si apre Piazza Matteotti, con l'antico Colle della Pieve dove sorgono edifici di rilevante importanza storica. La Basilica Lateranense di Maria SS. della Misericordia, conserva affreschi della scuola del Pomarancio, tele di A.Boscoli, una di A.Lilli e due preziosi organi, quello del maestro veneto Nacchini e del suo celebre allievo Callido. La Maggiore Chiesa della città, dedicata al Patrono Sant'Elpidio, la Perinsigne Collegiata del XIII sec., presenta resti gotici con cinque finestre di costruzione cinquecentesca ornate di terracotte. L'interno racchiude numerosi capolavori: un sarcofago romano in marmo, un organo del Callido, una tela del Monti sull'altare maggiore, una di Jacopo Palma il Giovane e un'opera del Pomarancio. Di fronte al Portale della Chiesa si erge la Torre Gerosolimitanadel XIV sec. che conserva sopra l'orologio la croce ad otto punte dell'orine dei Cavalieri di Malta. Infine il perimetro della Piazza è delimitato dal Palazzo Comunale costruito su disegno del bolognese Pellegrino. Da vedere nel palazzo Montalto-Nannerini il Museo della Calzatura che ripercorre le tappe dello sviluppo della principale attività del distretto.

SERVIGLIANO

Giunti a Servigliano, entriamo da Porta Navarra. Il Centro attuale che tra il 1772 e il 1866 ebbe il nome di Castel Clementi non venne edificato ex novo per ordine di Papa ClementeXIV, dopo che il vecchio incasato intorno al 1750 cominciò a rovinare per dissesti idrogeologici. Possiamo visitare il Palazzo Municipale, la Coegiata di S.Marco con tele del XVIII sec. di Alessandro e Filippo Ricci e un prezioso reliquiario del 1403. Il Borgo Leopardi è il complesso dell'ex Convento dei Frati Miniri Osse Nanti con annessa la Chiesa di S.Maria del Piano che conserva pregevoli affreschi, sculture lignee e pale d'altare. Uscendo da Porta Santo Spirito troviamo il Parco della Pace ( ex campo di concentramento ). Numerose le ville di campagna: Villa Brancadoroi e Villa Vecchiotti su tutte. Fuori dal paese, da visitare, la Chiesa rurale di San Gualtiero, con abside gotica e affreschi del XVII sec. 

SMERILLO

Il paese di Smerillo è piccolo, ma è uno scrigno di attrattive storiche e naturalistiche. La posizione su una balconata di conglomerati pliocenici, consente di vedere ampi panorami. L'incasato ha impronta medioevale accentuata dai numerosi ruderi delle mura di difesa. " Castrum smerilli " è stato il castello che ha dato origine all'insediamento. La prima fondazione sembra risalire al IX sec. Fu poi alle dipendenze di Fermo, pur rimanendo abbastanza autonomo. La posizione, strategicamente favorevole, allettò gli appetiti espansionistici della città di Camerino, che alla fine del XIV sec., trovarono la decisa resistenza dei fermani. All'ingresso del paese si vedono ruderi dell'antica rocca, due belle chiese: S.S. Pietro e Paolo e S.Caterina, costruita nel ricordo della liberazione del fermano dal tiranno Rinaldo da Monteverde. Fossili pliocenici di ogni tipo si rinvengono sulle pendici del Monte Falcone che, nella parte sommitale ed occidentale, è coperto da un residuo di bosco ceduo, interessante per alberi ed arbusti e per il sottobosco ricco e vario.

TORRE SAN PATRIZIO

Sulle tracce della regale Roma e della Farfa medievale è Torre San Patrizio. Da Porta da Sole, con arco a sesto acuto, accediamo all'antico borgo, che si formò attorno alla Chiesa di San Patrizio o " Turris Patritia " oggi scomparsa e di cui si conserva in parte la cinta muraria. Il paese si trova su un piccolo colle in posizione panoramica: interessante è la piccola Chiesa della Madonna delle Rose del XV sec., che conserva un affresco con " Madonna col Bambino e Santi ", attribuito probabilmente a Pietro Alima. Davanti al Palazzo Comunale in Piazza Umberto I, c'è la Chiesa neoclassica di S.Salvatore. Fuori nle mura del castello sorgono il Convento e l'annessa Chiesa di S.Francesco dove si può ammirare un affresco di Vincenzo Pagani. Poco fuori c'è Villa Lara, parco comunale, dove visse nella seconda metà dell'ottocento la scrittrice inglese Margaret Collier, ambientando proprio li il suo libro " la nostra casa sull'Adriatico ".  

 

 

 

 

 

 

 

 

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